domingo, 6 de noviembre de 2016

ADRIANO SPATOLA [19.483]


Adriano Spatola

Adriano Spatola (Sappiane, 4 de mayo de 1941 - Sant'Ilario d'Enza, 23 de de noviembre de de 1988) fue un poeta italiano, una de las estrellas de la poesía del siglo XX.

Adriano Spatola nació en Sappiane (Sapjane en croata), una fracción del entonces municipio de Elsane en la provincia de Rijeka, donde su padre prestó servicio militar: el pueblo es ahora parte de Mattuglie (Matulji), en Croacia.

Con su proyecto poético se inserta plenamente en el marco de los acontecimientos de vanguardia a nivel internacional. Experimentó de la manera más completa la palabra en su naturaleza efímera y en su totalidad. Su interés, además por la poesía visual, pasa por una experiencia que favorece el carácter indefinible del sonido.

En 1961 publicó su primera colección de poemas Le pietre e gli dei (Tamari, Bologna). Al año siguiente se creó la revista BAB ILU, que llegó con sólo dos números. Inicialmente comprometido en Bolonia en la redacción de la revista "Il Mulino", más tarde trabajó en "Il Verri" y "New actual."

Participó muy joven para Grupo 63. 

Después de una primera experiencia de la ficción por su novela "L'oblò" (Feltrinelli, 1964), se dedicó por completo a la poesía en todas sus formas, practicando también la poesía concreta y la poesía sonora . Sus experiencias "concretas" están ligadas a determinadas composiciones abstractas, llamadas "zeroglifici", que realiza con el collage de fragmentos de las letras del alfabeto.

En 1968 fundó en Turín, con su hermano Maurizio, las ediciones Geiger. Se trasladó a Roma y se hizo cargo por un corto tiempo como editor de la revista "Quindici".

En 1969 publicó el ensayo "Hacia el total de la poesía" (Ed. Rumma, Salerno), que inmediatamente llamó la atención de los críticos. Reeditado en 1979 (Ed. Paravia), es aún hoy uno de los textos teóricos más interesantes del ámbito de la experimentación poética del siglo XX.

Decepcionado de "Quindici", se trasladó a Val d'Enza, en el Molino de Bazzano, donde, con la poetisa Julia Niccolai, a continuación, su pareja, fundó la revista "Tam Tam" ( 1972 ), que pronto se convirtió en un punto de referencia internacional para jóvenes artistas y escritores. En paralelo a la revista, inició otras iniciativas editoriales ágil dedicados exclusivamente a la poesía.

En 1979 con el editor Ivano Burani fundada "Baobab", una revista de sonido, publicado en cinta de audio, que fue subtitulada información fonética de la poesía. 

En esos años, la vieja amistad con el poeta francés Julien Blaine le llevó a formar parte del equipo de redacción de las revistas "s Doc (k)", de la que Blaine fue fundador y animador. En 1981 se convirtió en director de "Cervo Volante". 

Durante el transcurso de su vida, llevó a cabo actuaciones en festivales internacionales de poesía sonora y ha participado en exposiciones de poesía visual en el mundo, participando también en la Bienal de Venecia (1972) y la Cuadrienal de Roma (1986).


Obras 

Adriano Spatola, Le pietre e gli dei , Bologna, Tamari, 1961.
Adriano Spatola, L'oblò , Milano, Feltrinelli, 1964.
Adriano Spatola, Poesia da montare , Bologna, Sampietro, 1966.
Adriano Spatola, Zeroglifico , Bologna, Sampietro, 1966.
Adriano Spatola, L'ebreo negro , Milano, Sheiwiller, 1966.
Adriano Spatola, Verso la poesia totale , Salerno, Rumma, 1969.
Adriano Spatola (a cura di), Qualcosa di metafisico (Le sculture di Valerio Miroglio ) , Torino, Geiger, 1970.
Adriano Spatola, Verso la poesia totale , Torino, Paravia, 1978.
Adriano Spatola, Majakovskij , Torino, Geiger, 1971.
Adriano Spatola, Algoritmo , Torino, Geiger, 1973.
Adriano Spatola, Diversi accorgimenti , Torino, Geiger, 1975.
Adriano Spatola, Zerogliphycs , Los Angeles e Fairfax, Red Hill Press, 1978.
Adriano Spatola, La composizione del testo , Roma, Cooperativa Scrittori, 1978.
Adriano Spatola, Giuliano Della Casa, Cacciatore di mosche , Modena, Telai del Bernini, 1980.
Adriano Spatola, Paul Vangelisti, Italian Poetry from Neo to Post-Avantgarde , San Francisco, Red Hill Press, 1982.
Adriano Spatola, La piegatura del foglio , Napoli, Guida, 1983.
Adriano Spatola, Impaginazioni , San Polo d'Enza, Tam Tam, 1984.
Adriano Spatola, La definizione del prezzo , Vicenza, Ed. Martello, 1992.
Adriano Spatola, Nicola Storch (a cura di), Le poesie , sl, Edizioni delle poesie di Adriano Spatola, 2012.

Audio

Arrigo Lora Totino (a cura di), Futura. Antologia storico-critica della poesia sonora , Cramps Records, Milano, 1978 [Box con 7LP33 + fascicolo; ristampa con 5CD + fascicolo]
Paul Vangelisti (a cura di), Breathing Space 79 , Washington, 1979 [2 audiocassette]
AA.VV., Antologia internazionale , "Baobab" 1, Ed. Pubbliart, Reggio Emilia, 1979 [audiocassetta]
AA.VV., Antologia internazionale , "Baobab" 2, Ed. Pubbliart, Reggio Emilia, 1979 [audiocassetta]
AA.VV., Oggi poesia domani , "Baobab" 3, Ed. Pubbliart, Reggio Emilia, 1979 [audiocassetta]
AA.VV., Il dolce stil suono , "Baobab" 4, Ed. Pubbliart Bazar, Reggio Emilia, 1980 [audiocassetta]
AA.VV., Antologia internazionale , "Baobab" 14, Ed. Pubbliart Bazar, Reggio Emilia, sd [audiocassetta]
AA.VV., Antologia internazionale , "Baobab" 15, Edizioni Elytra, Reggio Emilia, sd [audiocassetta]
Adriano Spatola, Adriano Spatola , "Baobab" 20, Edizioni Elytra, Reggio Emilia, sd [audiocassetta]
Giovanni Fontana e Luca Salvadori (a cura di), L'incanto del verso , "Baobab" 23, Edizioni Elytra, 1994 [box con 4 audiocassette]
Giovanni Fontana , La voce in movimento , Ed. Harta Performing & Momo, Monza e Frosinone, 2003 [volume con allegato CD]
Giovanni Fontana (a cura di), Verbivocovisual. Antologia di poesia sonora 1964-2004 , Ed. Monogramma, Milano, 2004 [CD allegato al n° 25 della rivista “Il Verri”]
AA.VV., Il Gruppo 63 quarant'anni dopo . Atti del convegno tenuto a Bologna dall'8 all'11 maggio 2003, Ed. Pendragon, Bologna, 2005 [contenente un CD]
Endre Szkàrosi (a cura di), Il mondo è stato riconsiderato. Poesie italiane del secondo Novecento , Bëlesész Konzorcium HEFOP Iroda, Budapest, 2006 [CD]

Exposiciones personales

Alfa Gallery, Módena, 1967
Galleria Civica, Módena, 1976
Estudio Santandrea, Milán, 1978
Galería Multimedia, Brescia, 1981
Pantha galería de arte, Como, 1981
Galleria Il Punto, Velletri, 1985 [14]
Estudio Anunciata, Milano, 1986
Biblioteca Municipal, Sant'Ilario d'Enza de 1988



El cuaderno blanco

1

Despertarse anunciarse mostrarse en la inquietud
de un lugar que es la presencia de la presencia
el inadvertible desafío la sospecha la imputación
un resultado de la alusión una defectuosa respuesta.


2

Entretanto el pensamiento diurno ensancha la hendidura
desmiente el exceso de los jugos la agitación del cuerpo
en el gesto que corresponde a los decretos al enredo
al traje de cartón piedra del otro protagonista.


3

Una infusión que desbloquea y redobla las exfoliaciones
las insinuaciones las insidias las raras ocultas emociones
de un arte en concordancia con los objetos absolutos
en la máscara blanda que articula sílabas hostiles.


4

Un sonido que corresponde a la trama de la distancia
a la remota demanda de la cómplice maquinación
o al canon algebraico al choque de los nuevos fragmentos
una tarea de la sustancia en el orden de la maniobra.

Diversi accorgimenti, Geiger, Turín, 1975
Versión de Carlos Vitale



IL QUADERNO BIANCO

1

Destarsi annunciarsi mostrarsi nell'inquietudine
di un luogo che è la presenza della presenza
l'inavvertibile sfida il sospetto l'imputazione
un risultado dell'allusione una tarata risposta.


2

Intanto il pensiero diurno divarica la spaccatura
smentisce l'eccesso dei succhi la smania del corpo
nel gesto che corrisponde ai decreti all'intreccio
all'abito di cartapesta dell'altro protagonista.


3

Un'infusione che sblocca e raddoppia le sfaldature
le insinuazioni le insidie le rare occulte emozioni
di un'arte di concordanza con gli oggetti assoluti
nella maschera molle che articola sillabe ostili.


4

Un suono che corrisponde alla trama della distanza
alla remota richiesta della complice macchinazione
o al canone algebraico all'urto dei nuovi frammenti
un compito della sostanza nell'ordine della manovra.




ADRIANO SPATOLA: POESIE (DA RISCOPRIRE) 
(POST DI NATÀLIA CASTALDI)

Similitudine è il suo viaggio inaspettato
provocato da irruente debolezza
per la teoria della valvola di sfogo
dentro vagoni luridi e impestati
da viaggiatori colpiti da incertezza
un modo come un altro di lasciarsi andare
di cadere e cadere senza precipitare



Cacciatore di mosche

Immonde sarebbero le concezioni del mondo
le macchie arrugginite sulla pelle maculata
le stasi della mano posata sul vecchio pacco
abbandonato da tempo sull'angolo del quadrato
in prospettiva aristotelica non molto distante
dal concetto perfetto di geometria o impertinenza
dell'occhio delle mosche in volo nella stanza
fosforescente intorno alla pista d'atterraggio
immondo è ucciderle senza averne il coraggio



Meditazioni, alba

Quanto di sopportabile un po' quasi tutto
pozzi ginestre inferriate soli lumache
gomme per cancellare bottiglie matite
macchina da scrivere leggermente avariata
disegni di una mente vagamente incantata
sogni balbuzie linguaggio da osteria
altro materiale che abbiamo accatastato
per evitare di non essere salvato



Senza finestra

L'odore dell'odore è denso e sopportabile
vivace con tono alto e isterico dolce
negli angoli spesso acuto e penetrante
però difficile da riconoscere intatto
imbarazzante nervoso pronto per l'olfatto
per la possibile sua visualizzazione
chiuso l'inferno gli rimane la visione
il disinfettante il fermaglio per le stampe
limoni gialli cipolle carta consumata
la pioggia inesistente e affogata
compressa per ora in questi fogli piagati



Tecniche di creazione

Similmente si comincia anche dall'alto
nel punto in cui la sedia si curva oltre
dove si nota bene la morbidezza infantile
della brezza e dei vecchi venti di mare
il loro solito modo è un modo di gridare
urlare piangere piuttosto perseguitare
altri strumenti tutti sono da suonare
come la goccia l'acqua la placida coscienza
la spalliera intagliata con le flaccide vele
l'etichetta da birra con le solite tre mele
birra rabbia anche un po' di esaltazione
cose venute dal miele con qualcosa di fiele

*

Notturno in versi sulla poesia
La nuit est de plus en plus noire et de
plus en plus froide, ce qui est le droit
absolu d'une nuit d'hiver.

Sanantonio
Per ogni parola la divisione è unica
ma dissimile da sé e quasi frazionata
scivola via perché unta di grasso
perché immemore e solitaria o deserta
accanto alle unghie curate del sommelier

O nei pressi della piegatura del foglio
che esercita la funzione del tovagliolo
del bavaglio incastonato fra le mandibole

E il silenzioso incertamente silenzioso
nelle sue componenti mal distribuite
incerchiate a lenti colpi di tronchese
benché la media sia aritmetica e d'oro
nelle forme di sogno incontemplabili

Sotto penetrazioni acute sibilanti
insopportabili per la saliva e per i quanti
o per le altrepresenze rivelate dal testo
nell'homo sapiens e nel suo equipaggiamento
non sempre funzionale o equidistante

In mezzo alla rotazione all'altra sessualità
dimostrata dal corpo chiuso del libro
nella sua leggenda afferrata dal raffio
in un primo piano inquieto e semovente
Ah ma la poesia non ha bisogno di niente



Majakovskiiiiiiij

(esordium)

questa estrema dissoluzione sistematicamente portata
ai limiti della violenza e fino alle terre del fuoco
fino all’eccitazione stagnante nel rendimento del ritmo
alle catastrofi degli organismi in circolazione casuali
nelle città fagocitate nei corpi incrostati di sale
sotto la luna ecchimotica che rotola sopra il biliardo

(narratio)

con un po’ di fervore ma ancora variabile per confermare
il tutto per confermare lei che ama con insistenza
che vegeta ramificata nel vuoto pneumatico del suo racconto
la prognosi tattile l’eccezionale stupefacente chiarezza
la domestica peste la febbre in espansione nell’universo
con un po’ di fervore ma sempre variabile per confermare
il tutto per confermare lei che ama con insistenza

(partitio)

ogni singola parola è adesso una tempesta di gesti
un riflesso delle sue ribellioni o la piacevole ombra
dell’albero che messo in moto si libera dai coleotteri
il palmipede ossuto lo stimolo ligneo che s’agita negli strumenti
per l’apertura per l’enfasi in certi momenti della giornata
alle spalle degli animali braccati nello spettacolo esploso
degli animali braccati che scivolano nella materia

(probatio)

un riflesso delle sue ribellioni la piacevole ombra
che vegeta ramificata nel vuoto pneumatico del suo racconto
l’eccitazione stagnante nel rendimento del ritmo
che vegeta ramificato nel vuoto pneumatico del suo racconto
con un po’ di fervore ma sempre variabile per confermare
al palmipede ossuto lo stimolo ligneo che l’agita negli strumenti

(repetitio)

mancano ancora nella composizione le digitali memorie
i presupposti marini i parziali giardini i liquidi impulsi
le catastrofi degli organismi in sospensione nell’universo
i cavalli castrati che perdono tempo nelle profonde caverne
sotto la luna ecchimotica che rotola sopra il biliardo
alle spalle degli animali braccati nello spettacolo esploso
degli animali braccati che scivolano cauti nella materia

(peroratio)

ogni singola parola è stata una tempesta di gesti
l’albero che messo in moto si è strappato di dosso le foglie
la foglia che messa in moto si è strappata di dosso le dita
il dito che messo in moto si è strappato di dosso i cavalli
il cavallo che messo in moto si è strappato di dosso le unghie
ah la prognosi tattile ah la domestica peste
con un po’ di fervore ma il tutto invariabile per confermare
il tutto per confermare lei che ama con insistenza















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