sábado, 8 de octubre de 2016

STEFANIA ONIDI [19.226]


Stefania Onidi 

Stefania Onidi nació en San Gavino Monreale (Cagliari, Cerdeña. Italia) en el 1973.
Ha publicado: Con un filo di voce y Qui Altrove e Oltre.


FLEURS

He llenado la casa de flores.
Para no sentirme
sola,
para defenderme
para liberarme
de esta absurda estación
de inciertas emociones
de secretos miedos.


FLEURS

Ho riempito la casa di fiori.
Per non sentirmi
sola, 
per difendermi
per liberarmi
da questa assurda stagione
di malcerte emozioni
di segrete paure.

A MÍ MISMA

Cuando estás sola
eres como el silencio,
inmóvil y sincera.
abierta como un pimpollo
tienes el olor de la noche.


A ME STESSA
Quando sei sola 
sei come il silenzio,
immobile e sincera.
Dischiusa come un bocciolo
hai l'odore della notte.

LLUVIA

Esta lluvia
tiene tus palabras.

Una tenacidad vertical
un deseo desesperado.

De ver brotar una flor,
una honesta pretensión.


PIOGGIA 

Questa pioggia
ha le tue parole.

Una tenacia verticale
un desiderio disperato.

Di vedere sbocciare un fiore,
un' onesta pretesa.

Selección, traducción y notas de CARLOS VITALE. 



Eresia

Non nasco dai tuoi occhi,
ma dall'ostinata cecità
del sangue.
Un clamore oltre la parola,
illogica sintesi
di fiato e ragione.



Minatore

Sosta la luce fioca dell’ora finita
all’orizzonte, quasi un regalo tra i passi del ritorno.
Anche oggi,
in un tempo sospeso ho seppellito
i miei respiri
nelle profondità della terra.
Non passa aria nei polmoni eppure
scavare è il mio lavoro.
Scavo
con queste mani,
ogni buco un nodo nella carne,
un solco di storia,
a fiato corto e pancia vuota.
Dissotterro
ore interminabili di fatica,
e sudo
nell’oscurità della roccia
per briciole di dignità
da celebrare sull’altare quotidiano del giorno.

Ho fame di luce
ho fame d’aria
ho fame di pane.
Il mio domani è appeso a un sogno: 
uomini liberi,
non padroni né servitori.

Avanza rapida la notte – ma è una notte senza fine –
nel turno continuo del silenzio,
con esso questa volta
la luna.



L'abbraccio

Restami accanto in questo tempo nuovo,
parlami nell’intima luce del giorno
di sogni arditi e futuro,
rivestimi di parole in baci composte,
e con la metrica di una musica tra gli alberi,
cantami il riposo del vento.
Sciogli il calore di labbra riarse
e di braccia tese la sete.
(Tu sei nel sangue che gira,
vena del mio scrivere incauto e necessario).
E ora che sei qui nel mio abbraccio
sotto questo cielo,
a fil di pelle,
perdonami l’amore.



La notte

Mi immagino dipingere la notte,
questa notte che cade come la pausa finale di una sinfonia.
Lei è
nera
priva di luce
ma generosa,
mi tende mani di colore,
e ogni colore per sua grazia vive
nel silenzio.
Nel tratto deciso del mio sentire
genesi di una vita.



Non sono uomo

Non - sono - uomo,
ho identità di animale denudato
e consegnato all’oblio dal tuo sguardo censore. Maledetto il tuo sguardo.
Vorrei che toccassi il mio silenzio
mentre precipito in un abisso liquido di risa e pianto.
Ho un cuore imploso, nero e incapace di sentire. Dicono.
Non - so - chi - sono. Dicono.
Eppure conosco
il pianto delle nuvole e il grido del cielo, lo sento nella carne imprimersi come una preghiera e sudare vita infetta di vita. E TU,
non sentirai mai. Mai - come - ME.
E io mi vedo solo. Tremendamente solo. Tu mi vedi solo.
E sto qui ad attendermi a primavera il 21 quando il mandorlo vivrà la sua vocazione alla- v-i-t-a. E sognare di vivere.
I o  s o g n o  d i   v-i-v-e-r-e.
Ma - io - non - sono. Non- ti - importa - chi - sono - io.
Nella tua infinita bontà, mi lasci solo.
Mentre - voglio - vivere. E sogno di vivere!



Venne il mattino

Venne il mattino
poi mi innamorai dell’idea
di te.
Fui come un treno in corsa su un binario morto.
Ebbi le ali del vento e il profumo dei fiori a marzo.
Venne il mattino
e non volli vedere i tuoi occhi per non provare un dolore,
continuai a dormire un sonno profondo
con la tua foto tra le mani.
Venne il mattino
per farci lontanissimi
come terra e cielo che
pur dormendo l’uno sull’altra non s’incontrano
e non s’incontreranno mai.
Fu così che
m’aggrappai all’idea
di te.
Ti disegnai così perfetto nel mio cuore
coi colori vivi della fantasia:
tu un illusorio pretesto
per addolcire i giorni
per sentirmi viva.
Quando fummo felici
fu come affondare le labbra nello zucchero filato,
dimentichi del mondo intorno.
Un giorno mi voltai
per guardare quell’immagine di noi
ma non la trovai più.
Venne il mattino e ci divise
fu allora che m’aggrappai all’idea
di te,
non più a te,
non a te.
Raccolsi i frantumi del “noi”
e rimasi sola
a contemplare l’alba
di un nuovo presente.



Notte

Mi struggo nel dolce pensiero che porta
il tuo nome
in questa notte infinita:
misterioso e interminabile
desiderio
di perdermi e di morire
nei tuoi occhi malcerti.
Assisto
al lento disfarsi e svanire delle mie volontà.
Vita,
vita che vai,
mi agiti in un lungo e lieve respiro che
accarezza tutt'intorno e discende dal cielo,
che mi scorre nelle vene
e mi si coagula in versi leggeri.
Amore mio lontano
mi dai ali per volare ma non per
raggiungerti.



Estro 

Il mio cuore è jazz.
Palpita imprevedibili
fantasie. Si perde in virtuosismi
di libertà. La ricerca di poesia
è anima dentro il mio cuore
jazz
è improvvisazione
è estro d’amare.


Oblio 

Ritrovarsi qui
di fronte alla sera
cuore e nervi stanchi
e fissare il silenzio dei nostri occhi socchiusi.
Siamo soli
adesso.
Il vento porta via le parole
e nell'immobile luce accende
il nostro mistero: tu ed io
essenze,
esistenze nude
fiamme di verità che avvampano.
E risplende
sopra ogni cosa
sopra ogni inganno
sopra il misfatto dei giorni,
l' A m o r e.







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