jueves, 11 de agosto de 2016

ANNA BUONINSEGNI [19.056]


ANNA BUONINSEGNI

Anna Buoninsegni (Gubbio, Umbria, Italia), poeta y periodista. Se ocupa de diferentes aspectos de la comunicación multimedia. Ha publicado varos libros entre ellos: Páginas del mar, ocho cuentos irreales (1989), los poemas de Itinera (1992), El cuarto de Ana (Milán, 1997), el cual obtuvo una mención en el Premio Nacional Alpi Apuane. y los poemas AnnAlfabeti – Impronte di linguaggi (Huellas del lenguaje, Gubbio, Edizioni Unaluna 2010). Premio Internacional de Poesía Eugenio Montale con el poema Sin anestesia (Senza anestesia, 2000). Dirige la columna de discos compactos Voces de la poesía contemporánea, dedicada a varios representantes importantes del Novecientos italiano. 


Anna Buoninsegni umbra di nascita (nata a Gubbio dove tuttora vive e lavora), ma toscana di ascendenza, ha vissuto per alcuni periodi a Roma ed a Firenze, è laureata in filosofia ed è un'esperta negli aspetti multimediali della comunicazione.

Ha pubblicato cinque libri: "Pagine dal mare", otto racconti surreali (Arnaud, 1989), le raccolte di versi "Itinera" (Arnaud, 1992), "La stanza di Anna" con prefazione di Mario Luzi (Crocetti Editore, 1997), "Ad occhi aperti" con prefazione di Mario Luzi (Crocetti Editore, 2005) e la silloge poetica "AnnAlfabeti - Impronte di linguaggi" (Edizioni Unaluna, 2010) con incisioni a cura dello scultore e pittore italiano Walter Valentini.

Fa parte, come membro della giuria, del premio internazionale Mario Luzi, fondato a Roma. È la presidente del Centro di poesia e letteratura Oderisi[5] con sede in Gubbio, punto di riferimento della cultura letteraria umbra; ha curato la pubblicazione delle antologie "Anni ‘80 - Poesia italiana" (Jaca Book, 1993) e "I sentieri della notte" (Crocetti Editore, 1997). Ha curato l'organizzazione generale di tre forum internazionali sulla comunicazione, per conto della Federazione nazionale stampa italiana.

Ha organizzato ed organizza iniziative legate alla promozione della letteratura e della poesia contemporanea. Coordina cicli di incontri sia di letteratura che di poesia. Ha collaborato e collabora a riviste letterarie nazionali quali "Semicerchio", "Si scrive", "Poesia"[7].

È curatrice per Crocetti Editore della collana di CD audio “Voci della poesia contemporanea”, dedicata ai poeti Giovanni Giudici, Franco Loi, Mario Luzi, Dacia Maraini, Alda Merini, Giovanni Raboni, Enzo Siciliano, Maria Luisa Spaziani ed Andrea Zanzotto.

È stata musicata dal compositore italiano Luciano Sampaoli nei concerti "A una voce sola m'accompagno" tenutisi a Forlì nel 1997 ed a San Benedetto del Tronto nel 1998.

Nel 2005 è stata una degli autori di "Isola della poesia", progetto curato dal pittore italiano Marco Nereo Rotelli inserito nell'ambito dell'Esposizione internazionale d'arte di Venezia.

È stata sposata con l'editore e regista italiano Alessandro Sartori, scomparso nel febbraio del 2013.

Anna Buoninsegni è attualmente la direttrice responsabile dell'Ufficio stampa e relazioni esterne del Comune di Gubbio[11] e, tra i vari incarichi professionali da lei ricoperti, ha fatto parte del Comitato radiotelevisivo regionale[7] dell’Umbria.

OBRA

Pagine dal mare (Firenze, Arnaud 1989)
Itinera (Firenze, Arnaud 1992)
La stanza di Anna (Milano, Crocetti Editore 1997)
Ad occhi aperti (Milano, Crocetti Editore 2005)
AnnAlfabeti - Impronte di linguaggi (Gubbio, Edizioni Unaluna 2010)

RECONOCIMIENTOS

1998 - Premio Nazionale “Alpi Apuane” per il libro La stanza di Anna [12], fondato dal poeta e scrittore italiano Giuseppe Ungaretti
2000 - Premio Internazionale “Eugenio Montale” con la silloge poetica per "Senza anestesia" [13]
2005 - Premio Nazionale di Letteratura e Giornalismo Alghero Donna [14], per la sezione Poesia con "Ad occhi aperti"
2006 - Premio Internazionale “Torri di Quartesolo”[15], sempre per "Ad occhi aperti"
2011 - secondo premio ex aequo col poeta italiano Claudio Recalcati al Premio Internazionale di Poesia “Città di Marineo”[16], per AnnAlfabeti - Impronte di linguaggi




Las traducciones son de Erika Reginato.
http://circulodepoesia.com/2016/08/poesia-italiana-anna-buoninsegni/
(el invierno tiene un número blanco)

el invierno tiene un número blanco
muchas veces sustraído para jugar
lo que queda
de mis pasos demasiado rápidos
demasiado ligeros

este cielo irritado
sobre la cuenca del silencio que
de este a oeste no para de
rotar y de conocer la plegaria
de los animales a la tierra
no es por el hombre,
descuidado habitante
que el picoteo de la urraca

donde sea nos traspasa con sus huellas

no hablan por nosotros
y hoy nadie reconoce más
las señales del cielo
demasiado soberbio para advertir
que la suma de los errores da
en fin, es el número justo de la vida.


(l’inverno ha un numero bianco)

l’inverno ha un numero bianco
più volte sottratto per giocare
ciò che resta
nei miei passi troppo in fretta
troppo leggeri
questo cielo indispettito
sopra la conca di silenzio che
da est a ovest non la smette di
ruotare e di sapere la preghiera
degli animali alla terra

non è per l’uomo
disatteso habitante
che la gazza il picchio
ovunque ci traversano di tracce
non parlano per noi
e nessuno oggi rovista più
i segni del cielo
tanto superbo da pensare
che la somma degli errori dia
infine il numero giusto della vita


(el si bemol del universo)

el si bemol del universo
la música fiel de las esferas
que entonan los pensamientos de dios
pero desconecta aquellos de los hombres
que aturdidos
ponen a trabajar todos los presagios
para descubrir un tono
un intervalo musical pero no
la suave partitura
que dirige las idénticas caras
del movimiento
la infatigable armonía que
compone formas y claridades
el si bemol del universo
el único sonido del cual dios dispone
para estar en la panza del ratón
y en el vuelo del águila.



(il si bemole dell’universo)

il si bemolle dell’universo
la musica fedele delle sfere
che intona i pensieri di dio
ma disconnette quelli degli uomini

che storditi
mettono al lavoro ogni presagio
per scoprire un tono
un intervallo musicale ma non
il soffice spartito

che comanda le identiche facce
del moto
l’infaticabile armonia che
compone forme e chiarezze
il si bemolle dell’universo
l’unico suono di cui dio dispone
per essere nella pancia del topo
e nel volo dell’aquila.



(esta habitación ligera)

esta habitación ligera
es mi piel
estos muros tienen la fotografía
de tus ojos solos
rayos negros de bosques quemados
raíces centellas cicatrices y lila
el matrimonio ha sido como tú lo has querido
sin ti
con música de jazz torva y destructora

creía en el lujo del amor de aspirante
sin conocer de memoria
la paciencia de los ángeles



(questa stanza leggera)

questa stanza leggera
è la mia pelle

queste mura hanno la fotografía
dei tuoi occhi soli
lampi neri di  boschi bruciati
radici scintille cicatrici e lillà
il matrimonio è stato come lo avresti voluto
senza di te
con la musica jazz torva e sfacciata

credevo al lusso dell’amore da aspirante
senza conoscere a memoria
la pazienza degli angeli


(sólo los ángeles)

sólo los ángeles
de Rilke, de El Greco, de Jacob
tienen licencia para espiar
para aumentar la mirada
en los humanos lineamientos
de la pena por los arrebatos de la fechoría
condenados al cuerpo a cuerpo
entre inhumano y visible
agitan al viento sus abundantes llantos.


(solo gli angeli)

solo gli angeli
di Rilke di El Greco di Giacobbe
hanno licenza di spiare
di accrescere lo sguardo
negli umani lineamenti
della pena dello scippo del misfatto

condannati al corpo a corpo
tra visibile e disumano
agitano il vento del loro dirotto pianto



(detén esta noche de Chagall)

detén esta noche
de Chagall, ciudad de pocas
nubes rosadas
delicada intuición
las arrugas de pocas horas antes
de haber nacido
y ni siquiera
en estas manos

un disparo sobre mi piel
entierra este oscuro sonido
y la terrible espera
que nos soporta
por lo que quedará de nosotros
en la calma desolada
después del amor


(ferma questa notte di Chagall)

ferma questa notte
di Chagall città di poche
nuvole rosate
delicata intuizione
le rughe poche ore prima
di essere nate
e io non ancora
in queste mani

uno sparo sulla mia pelle
soterra questo buio suono
e la terribile attesa
ci sopporti
per ciò che di noi rimarrà
nella calma desolata
del dopo amore.

(nome di mare Ventotene)

nome di mare Ventotene
vento e catene
stringono dolcemente
la forma di piccolo animale

l’ugola dell’isola canta di notte 
sotto il cielo di cinque stagioni
al cenno delle onde 

un immenso spazio-tempo
pronto a levare l’ancora 
a perdersi nel buio
nel corpo oceanico fondo
a cui tutti i mari del mondo
misteriosi si chiamano



(dicono che la morte pesi 21 grammi)

dicono che la morte pesi 21 grammi
che la differenza dell’anima 
      soffiata via
sia una piuma in un paese di neve

      allora spiegami 
      padre mio
perché ha il peso di un incendio
questo tuo essere senza corpo 
      appeso al respiro

e perché la lontananza di te
è il carceriere                     
che ogni giorno porta in braccio
la mia solitudine



(che i morti non ci dimentichino)

che i morti non ci dimentichino
che non dimentichino di sorvegliarci 
nella nuda vastità della vita
che siano loro a vegliarci senza lasciare 
      cadere una carezza

che i morti non lascino sola
la nostra mano 
mentre bussiamo alla porta 
      che non si spalanca

che i morti ci guardino nello specchietto retrovisore
per capire che siamo con loro
      che i morti non si dimentichino 
di quanto li abbiamo aspettati



(in presa diretta sulla mia morte)

ha 50 anni l’isola di Surtsey
non sarebbero così beati i bagnanti
se sapessero  
di essere seduti sul pennacchio sulfureo  
che diritti li porta al cuore 
incandescente 
ultima presenza del gigante di fuoco 
in piedi al centro della terra

un fischio di allarme 
lì magari nel punto più preciso del costato

dove io sento le bordate assassine
dove c’è il coltello acceso 

siamo universo 
verso uno
mio amore apostolico
mio profitto d’acciaio trasparente

dove andranno i continenti in futuro? 
7 placche di crosta terreste 
7 pezzi separano pangea in fratture costali

è per questo che la crosta oceanica 
si è sgretolata sotto i colpi del martello celeste?

è per questo che radioso hai solidificato 
direzione e velocità 
per cambiare il mio e il tuo futuro?



(tu parli azzurro)

tu parli azzurro
quando dici in mio favore 
la parola

tu parli azzurro dentro 
il pianto che mi spaia gli occhi

ma io sento la notte
dolorarmi all’origine
blandirmi sfinirmi

prima del mattino delicato
io slaccio dentro i sogni
li faccio svelare via 
sciamano dall’intimo 

tu parla azzurro e ferma
la porta girevole del mio ombelico
e sbattimi lo slancio dentro

io sento il dolore della sedia che
partorisce il tarlo
il dolore dell’erba che ferisce il bosco 
il tremendo odore della vita 




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